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Regime forfettario: come gestire gli incassi di fine anno senza errori
Gestire gli incassi di fine anno nel regime forfettario non è solo una questione di ordine: può determinare se resti nel forfettario l’anno successivo o se ne esci per superamento delle soglie. Per questo vogliamo fornirti una guida pratica, chiara e orientata alle decisioni, per chiudere l’anno senza sorprese.
Regime forfettario: i principi che contano davvero
Facciamo innanzitutto il punto su tutto ciò che devi considerare.
- Criterio di cassa: nel forfettario il reddito si determina quando incassi (non quando emetti la fattura né quando svolgi la prestazione).
- Soglie di ricavi/compensi: la soglia standard è 85.000 € annui; se superi 100.000 € in corso d’anno, scatta l’uscita immediata con obblighi IVA dal momento del superamento; tra 85.000 e 100.000 € l’uscita opera dall’anno successivo.
- Aliquote: imposta sostitutiva 5% per start-up (nei casi previsti) o 15% ordinaria. I contributi previdenziali restano dovuti a parte.
Cosa incide sull’incasso a fine anno
Conta il momento in cui il denaro è nella tua disponibilità:
- Bonifico: rileva la data di accredito in conto (attenzione ai cut-off bancari del 29–31 dicembre).
- POS/carte: rileva il giorno di accredito del transato (non la strisciata, se l’accredito arriva a gennaio).
- Piattaforme di pagamento (Stripe, PayPal, marketplace): incassi quando le somme sono accreditate sul tuo saldo disponibile o trasferite sul conto.
- Contanti: rileva la consegna del denaro.
- Assegni: prudenzialmente rileva quando il titolo è incassato e disponibile (eviti contestazioni su assegni postdatati o non coperti).
Suggerimento operativo: per le fatture emesse tra Natale e Capodanno, concorda per iscritto la data di pagamento (ad esempio “pagamento 2 gennaio”) se vuoi che l’incasso rilevi nel nuovo anno.
Regime forfettario: quattro situazioni tipiche di dicembre
Ipotizziamo il caso in cui tu abbia emesso fatture, ma sei vicino a 85.000 €. Valuta se è possibile pattuirne l’incasso a gennaio (senza solleciti impropri né simulazioni). Se incassi a dicembre e superi 85.000 €, resterai nel forfettario fino a fine anno, ma uscirai dall’anno successivo.
Potrebbe invece verificarsi il caso in cui rischi di superare 100.000 € con un’ultima tranche. Qui la soglia è critica: un incasso che ti porta oltre 100.000 € fa scattare l’uscita immediata. Concordare un pagamento a gennaio (lecito se condiviso e reale) può evitare l’effetto “switch” a fine anno.
Acconti e saldi: gli acconti incassati a dicembre contano nell’anno, anche se il saldo arriva a gennaio. Se stai al limite, valuta se impostare l’ordine con acconto simbolico a gennaio (quando sostenibile per la relazione col cliente).
Infine, soffermiamoci sulle piattaforme con accredito differito. Se incassi via gateway che accreditano dopo 1–3 giorni lavorativi, considera i tempi tecnici: una transazione del 30 dicembre potrebbe affluire in conto a gennaio e dunque nel nuovo anno.
Errori frequenti da evitare
Quando si arriva a dicembre è facile cedere a “soluzioni di comodo”, come retrodatare un incasso reale o accettare pagamenti in nero: oltre a essere rischiose, queste pratiche espongono a sanzioni e complicano la posizione fiscale. Un altro errore classico è confondere la data di emissione con quella di incasso: se la fattura indica come data il 28 dicembre, ma il bonifico arriva sul conto il 2 gennaio, per il forfettario l’incasso viene rilevato nell’anno nuovo. Non va trascurato il capitolo contributi: anche con un’imposta sostitutiva bassa, i versamenti alla Gestione Separata o alla gestione artigiani e commercianti incidono sul netto e vanno pianificati. Attenzione infine ai POS e ai marketplace: se non si allineano i tempi di chiusura dei lotti e dei payout, la fotografia di fine anno può risultare distorta rispetto a quanto si pensava di aver incassato.
Check-list di fine anno per il forfettario
Per chiudere bene l’anno conviene partire da un quadro chiaro dei ricavi aggiornato attorno alla seconda metà di dicembre, includendo sia gli incassi attesi sia i flussi che devono ancora arrivare da POS o gateway di pagamento. È utile concordare in anticipo con i clienti le date dei pagamenti delle ultime fatture, così da evitare rincorse dell’ultimo minuto, e verificare i cut-off bancari, distinguendo tra bonifici SEPA standard e istantanei. Anche acconti e saldi meritano una pianificazione coerente con il plafond disponibile, per non superare soglie indesiderate. Ogni accordo sulla data di pagamento andrebbe messo per iscritto e corredato da relativi documenti e giustificativi, così da avere traccia documentale in caso di controlli o contestazioni.
Domande frequenti
Se non incasso entro il 31/12, devo emettere fattura?
La fattura segue gli obblighi di fatturazione (resa della prestazione o termini contrattuali). Ai fini del reddito forfettario, però, conta l’incasso.
Se a gennaio ricevo un pagamento per una prestazione di dicembre, a che anno appartiene?
Per il forfettario, all’anno in cui incassi (gennaio → nuovo anno).
E se supero 85.000 € “di poco”?
Resterai forfettario fino al 31/12, ma uscirai dall’anno successivo. Fino a 100.000 € non scatta l’uscita immediata.
Alternativa alla Partita IVA come valutazione di fine anno
Se il forfettario ti sta “stretto”, valuta l’alternativa organizzativa con Ve.Ma. Per molti professionisti il tema non è solo fiscale, ma organizzativo: flussi irregolari, acconti da gestire, poca prevedibilità di cassa. Con Ve.Ma puoi continuare a lavorare con i tuoi clienti, mentre il rapporto formale diventa da dipendente:
- ricevi busta paga con un netto prevedibile,
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- migliori il profilo per banche e finanziarie,
- alleggerisci la burocrazia: contratti e fatturazione verso il cliente sono gestiti dal datore formale.
È un modo concreto per uscire dalla logica “corsa agli incassi” di fine anno, mantenendo i rapporti costruiti nel tempo. Se stai decidendo come chiudere l’anno o se restare nel regime forfettario, contattaci per una valutazione senza impegno: capiamo insieme se restare nel regime forfettario, come ottimizzare gli incassi di fine anno o se conviene passare a un modello con busta paga continuando a servire i tuoi clienti.


